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NOTTE BIANCA A CHERASCO

Anche quest'anno ritorna, per la terza volta, la NOTTE BIANCA a Cherasco, una cittadina alle porte delle Langhe molto bella e soprattutto ben amministrata. Credo di aver già detto in qualche vecchio post le qualità di questa città di storia, arte e cultura, tenute sempre in primo piano da queste parti.
Vi lascio il programma e le coordinate per arrivarci...e vi dò anche un consiglio per un bellissimo week-end in Langa...Potreste per esempio fare un salto a Novello al festival COLLISIONI nella giornata di sabato (guardate due post più in giù per informazioni sul festival) e poi continuate la festa alla Notte Bianca...vedete voi se vi piace l'idea!  Comunque sia!..buon divertimento!!!





LA CAPITALE DELLA NOCCIOLA

Proseguendo dopo Borgomale andiamo verso la valle Bormida, scollinando verso la Liguria....arriviamo a Cortemilia, borgo di origine romana che si trova lungo questa strada che fu chiamata dai romani appunto "via Magistra Langarum". Del castello rimangono ruderi imponenti e suggestivi, come una muraglia rivolta a sud-est e scandita all'interno da 20 arcate, resti di palazzi e di quelli che dovevano essere il fossato e l'ingresso. La torre circolare, che misura attualmente 30,3 m di altezza e circa 26 di circonferenza, doveva in origine superare i 40 m; un'altra poderosa struttura a ferro di cavallo difendeva l'area sul versante nord.
Nella seconda foto che vi mostro potete vedere Monte Oliveto, un tipico esempio dei "terrazzamenti", ingegnoso sistema creato per rendere praticabili e coltivalibili le aspre colline del territorio. Viene anche prodotto un vino Dolcetto ed esistono i "Produttori del Dolcetto dei Terrazzamenti".

VERSO L'ASTIGIANO 2

Sempre verso Asti, ma decisamente più lontano da Alba, troviamo Costigliole d'Asti, un paese ai confini di valle Bebo e astigiano...credo che il castello più bello della zona sia questo...un castello ricco di storia e ben restaurato e accudito in maniera intelligente...questa foto non rende onore alla sua bellezza, lo so....ma prometto che in futuro vi mostrerò scatti migliori...

DALLE LANGHE AL MARE--2° PARTE

Continuando il nostro viaggio verso la Liguria lungo la via del sale, incontriamo un altro punto di interesse napoleonico...si tratta del Castello dei Del Carretto, oggi purtroppo soltanto un rudere abbandonato e, tra l'altro, irraggiungibile...o perlomeno così mi è parso, visto che la stradina dove c'è il cartello che vedete nella terza foto finisce dietro il cimitero di Carretto, una frazione di Cairo Montenotte, proprio sotto il castello ma poi non penso che si possa proseguire se non a piedi...Come potete notare dalla seconda foto, sicuramente questo castello godeva di una vista privilegiata e strategica su tutta la vallata...nella prima foto si vede sullo sfondo Cairo Montenotte...






DALLE LANGHE AL MARE--1° PARTE


Facciamo insieme un viaggio dalle Langhe fino alla Liguria seguendo una delle antiche vie del sale, cioè una delle strade che venivano usate dai commercianti per importare il sale dalle regioni del mare; oggetto di cui ai tempi si faceva molto uso per gli alimenti ma non solo...
Da Alba saliamo su a Murazzano, poi andiamo verso Montezemolo e ad un certo punto, che si chiama Pedaggera, troviamo uno spiazzo con un bellissimo panorama sulla Valle Bormida e sulle Langhe...in questo punto è stata creata una tappa dell'Itinerario Napoleonico...ebbene sì, anche Napoleone passò da queste strade per conquistarle ed arrivare poi fino ad Alba, Cherasco, ecc...nelle foto vedete come è stato gestito questo punto e quello che vi contiene...se cliccate sulle foto potrete vedere in maniera più dettagliata la pietra posta a memoria ed il suo significato.....














LE VILLE DI ALBA

Girando per Alba si trovano delle case molto belle perchè antiche...molto ben tenute..queste due sono nel corso non lontano da casa mia, nel borgo della Moretta..


QUESTO SI' CHE E' UN CUPOLONE!!

Come avrete notato, ogni tanto il nostro viaggio ci porta "fuori dai confini" del blog, nel senso che, visto che grazie al mio lavoro ho la fortuna di poter vedere diversi luoghi del Piemonte e della Liguria, di tanto in tanto farò alcuni post riguardanti luoghi che non sono nella zona di Alba, ma che meritano di essere menzionati. Come ad esempio il Santuario di Vicoforte, che si trova alle porte di Mondovì. Questo Santuario risale al 1500 ed ha la cupola ellittica più grande, pensate un pò, al mondo, con un'altezza di 74 metri e con diametri pari a 25 e 37 metri. Aggiungo che ai piedi del Santuario ogni anno in occasione della festa della Madonna, l'8 settembre si svolge una grandissima Fiera che attira visitatori da tutta Italia e non solo. Ciao ciao!


IL BORGO DEL BRICHET VINCE IL PALIO DEGLI ASINI

Ebbene sì, anche per quest'anno i giochi sono fatti ! In una calda domenica d'ottobre, alla presenza di un numeroso pubblico da tutta Italia e sotto gli occhi del Podestà e della Signora di Alba, il Borgo del Brichet vince il Palio degli Asini 2009 per la dodicesima volta nella sua storia, consolidando così la sua supremazia di borgo più vittorioso. Purtroppo per il mio Borgo (Santa Rosalia) niente da fare; su due asini disponibili (uno per batteria) neanche uno ha guadagnato la finale. E dire che dovevamo difendere il titolo vinto l'anno scorso...Nelle foto che vi mostro c'è il Podestà e la sua Signora nella prima, nella seconda il Palio, nella terza la partenza di una batteria e nell'ultima la partenza della finale, subito vantaggiosa per il Brichet, in primo piano con i colori rosa-blu numero 7. ...tutto rimandato al prossimo anno...Il Borgo della Moretta vince il premio della miglior sfilata in costume...Assistervi è stato davvero divertente; vi prometto che in futuro vi posterò altre foto e anche qulche video che ho girato e che per motivi di tempo non riesco ancora a mostrarvi...










S.BARBARA




Al di là della porta di San Martino, dal ponte della "Mascarela", oggi confine tra Corso Italia e Corso Langhe, inizia il Borgo di Santa Barbara: un territorio che, appoggiandosi lungo l'arco della ferrovia, dal torrente Cherasca fino a Piazza Cristo Re, fascia la città oltre le antiche mura interponendosi tra queste e il Borgo della Moretta. Il borgo è rinato nel 1985 per iniziativa di un gruppo di volenterosi. Il nuovo borgo non ha ancora molta storia alle spalle, ma ha la capacità potenziale di emergere e ritornare agli antichi splendori. È rinato bene, con gli stessi smalti del passato e lo stesso stemma: uno scudo argento con croce rossa. Nei riquadri, in blu, sono un grifone, un'aquila e tre fasce. Il grifone è simbolo di coraggio e aggressività; l'aquila appartiene alle insegne degli antichi Signori di Montersino che governarono queste terre nel XII secolo, mentre le tre fasce simboleggiano le onde del torrente Cherasca.
Vittorie: 1991, 2002.












IL BORGO DELLE RANE




Ogni città possiede un luogo dove, nel divertimento, confluiscono per un confronto centinaia di persone e dove ciascuno, dimenticando per poche ore fastidiosi problemi, allontana dal proprio cuore l'ansia e le tensioni del vivere quotidiano. Ad Alba, questo luogo è lo sferisterio Mermet.Situato nel cuore del Borgo delle Rane, lungo gli antichi spalti che nel Medioevo racchiudevano la città, fu costruito nel 1855. La gente della borgata delle Rane non ha un proprio marchio di origine, come invece un borgo storico non inquinato da continui inurbamenti per il dominio nobiliare, o uno di periferia, situato fuori le mura, che s'arroccava in difesa della propria identità. Quando è nato, il Borgo delle Rane gli organizzatori hanno scelto come smalti l’oro e l’azzurro e sullo stemma partito hanno sovrapposto il profilo del vecchio castello, simbolo di forza, con una rana per ricordare il “Club dei Ranocchi”, un’allegra brigata che, dimenticando i dispiaceri, cercava di vivere la vita in un clima di sana giocosità.Lo stesso nome ed il modo in cui vive questo animale avevano suggerito ai responsabili del passato una tattica tipica dei grandi strateghi: attacco, cattura della preda, ritiro veloce, più nulla. Così è, infatti, accaduto per i personaggi del Borgo: si trovavano poco prima del palio, correvano, potevano anche vincere, ma poi scomparivano. Era inutile cercarli durante l’anno, avevano il loro mondo: erano impenetrabili, segreti e timidi. Proprio come le rane. Vittorie: 1976, 1979, 1980, 1982, 1983, 1984, 2004.









BRICHET

Ecco un altro Borgo molto carino, a ridosso del centro e prestigioso per le vie e gli edifici importanti...Brichet in dialetto, tradotto significa fiammifero..



Lo stemma del borgo è a forma di scudo inquartato, sormontato da una corona comitale e ornato con rami di alloro e quercia che simboleggiano l’onore e la forza. Nei quattro quarti sono raffigurati torri e monticelli, e su tutto primeggia lo stemma di Alba. Gli smalti sono il rosa, il turchese, l'argento. Il borgo conserva intatti i monumenti storici che caratterizzano maggiormente la Città, ovvero le antiche architetture medievali che coronano l'antica “Piazza Elvia” o “Piazza Nova”. Si tratta di “Palazzo Marro” (Casa Graziano), chiamato “il castellaccio”, e Casa Riva, entrambi interessanti per la loro struttura di casa-torre conservatasi pressoché integra sino ai nostri giorni. Il borgo ingloba ancora nel suo perimetro i più bei simboli architettonici risalenti al periodo tra il Medioevo ed il Rinascimento, tra cui emerge Palazzo Belli, l'attuale sede della Famija Albèisa.Al Medioevo risalgono le torri delle antiche famiglie di Alba: quella detta “di Sineo”, posta su un palazzo quattrocentesco, che s'impone possente sullo scenario di Piazza del Duomo, e quelle di Casa Parruzza e Astesiano che si affacciano direttamente su via Cavour.
Vittorie: 1932, 1933, 1934, 1935, 1971, 1972, 1974, 1977, 1978, 1981, 1986, 1987, 2003, 2006.










IL CUORE DELLA CITTA'





Sei sull'antica piazza del Duomo, il borgo di S. Lorenzo: il borgo della romanità, della religiosità, della nobiltà, della giustizia, delle contese, delle ricorrenze storiche, dei ricordi. Nei secoli non vi è stato uomo dell'albese che almeno una volta non abbia calpestato gli antichi selciati e non abbia sfiorato con lo sguardo le severe strutture delle antiche torri sulle quali, un tempo, protette da leggi severe nidificavano le cicogne. Dunque, da tempo immemorabile, la piazza del Duomo, il Palazzo Comunale, la Cattedrale, sono considerati il fulcro della città e degli Albesi; quindi è comprensibile che le famiglie nobili abbiano avuto la propria dimora nel quartiere di S. Lorenzo e che il borgo, ancora una volta, sia stato testimone della vita e delle lotte di tante famiglie potenti guelfe o ghibelline, dei Corradengo, dei Morozzo, dei De Braida.Anche lo stemma scelto nel 1967 dai borghigiani per far rivivere il borgo è una elaborazione del sigillo di questa potente famiglia albese. Questa, per lungo tempo fu a capo della fazione guelfa nella nostra città e nel 1259 aveva ben cinque membri nel Consiglio che delegò Corrado Corradengo e Ottone De Braida a trattare la dedizione del Comune a Carlo D'Angiò.Lo stemma accettato oggi nel borgo perciò, è uno scudo azzurro sbarrato di bianco al centro (il bianco è stato scelto per contrastare l'argento). Sopra vi è il sigillo con la rielaborazione dello stemma dei De Braida che è d'argento a tre caprioli d'azzurro.


















IL BORGO DEL FUMO ( ..non è un quartiere di Amsterdam...capite a mè!!)




Sulla biforcazione tra Corso Piave e Corso Europa si trova il Borgo del Fumo, zona anticamente compresa nella Camparia del Vivaro, una delle sette Camparie in cui erano divisi i territori fuori dalle mura della città.Lo stemma, ideato nel 1967, riproduce uno scudo inquartato con i quattro simboli del borgo: la ciminiera con il fumo, che ha dato il nome al borgo, e fa riferimento alle numerose fornaci di laterizi che fin dal tempo della Repubblica Romana erano operanti nella zona (fanno fede i ritrovamenti di laterizi avvenuti nel borgo tra il XIX e l’inizio del XX secolo) il sole, la stella, il drago; gli smalti sono l'oro e il rosso. Dei simboli rappresentati, solo il drago non ha nessun riferimento storico: venne infatti scelto per rappresentare il carattere della gente, e come segno di irruenza e di forza. D'altronde, non si sarebbe potuto trovare un simbolo più adatto per quella gente che, vivendo fuori dalla cinta muraria, era maggiormente esposta ai pericoli di scorribande ed alle incursioni nemiche.Possiamo dunque capire il carattere fiero e laborioso, intraprendente e diffidente sviluppato nel tempo dai suoi abitanti, ma non l'aggressività che i borghi storici antagonisti attribuiscono loro: si tratta in realtà del desiderio di essere allineati ai borghi del centro che beneficiano per loro fortuna della struttura stessa della città.Gli altri tre simboli dello stemma, invece, vennero scelti sulla base di una precisa motivazione storica; il loro significato, conosciuto da pochi, serve a creare un senso di mistero, così come nelle volontà degli ideatori: il sole e la stella ricordano i viaggi dei pellegrini diretti all'abbazia benedettina dei SS. Cassiano e Frontiniano, e diretti poi a quelle famose di Francia e Spagna.


Vittorie:1947,1948,1968,1970. Per contatti:borgodelfumo@libero.ithttp://www.albain.com/borgodelfumo




UNA PIAZZA PER DUE..





...eh sì...come vi ho accennato nel post prima di questo, Piazza Savona (che è un pò il cuore della città) è divisa tra due Borghi..adesso parleremo del secondo Borgo che ospita questa piazza, il Borgo di San Martino. Se potessimo tornare indietro nel tempo e seguire il tracciato poligonale delle mura della città di Alba (risalenti ad un periodo compreso tra la fine del II secolo a.C. e l'inizio del I secolo dell'Impero), ci accorgeremmo che, a Sud, esse definiscono la città romana nel centro ideale del Borgo di San Martino: la zona di Via Mazzini. La porta meridionale del Cardo (situata quasi certamente nella zona di Via Vittorio Emanuele all'incrocio con l'attuale Via Mazzini), e quella di San Martino (situata leggermente oltre verso Piazza Savona quando il tracciato delle mura medievali inglobò nuovi territori), potrebbero essere testimoni dei più grandi avvenimenti di oltre 2000 anni di storia.In particolare la Porta di San Martino si apriva sulle Langhe e verso il mare: era il luogo che vedeva transitare, più di ogni altro, le merci in entrata e uscita verso la Liguria. La porta prese nome da un'antica chiesa dedicata a San Martino, che sorgeva nello spazio interno alle mura medievali, quasi all'imbocco dell'attuale Via Maestra. Le fondamenta del muro orientale furono ritrovate nel 1930, durante gli scavi per la costruzione dei nuovi palazzi che s'affacciano sulla piazza, ed erano appoggiate su tre piloni che sorreggevano l'acquedotto romano all'ingresso della città.Il luogo, ricordato come Piazza XX Settembre, oggi non esiste più. Questa zona situata fuori la cinta muraria romana e divisa da quella medievale, accoglieva nei mesi di settembre ed ottobre centinaia di arbi ricolmi di uva che giungevano dalle colline albesi.La piazza, durante l'anno, era luogo anche delle fiere ed era nota per il mercato delle gore e delle canne usate nei vigneti.Nel Borgo di San Martino si cercava anche l'amore a buon prezzo, prassi alimentata probabilmente dalla presenza dei militi della guarnigione del castello e dalla gente di Langa che veniva in città nei giorni del mercato e delle fiere. Il bordello, ricordato per la sua eleganza e chiamato Casin cit, operava in Vicolo del Pozzo, quasi nel cuore del borgo, in concorrenza con un altro meno bello, chiamato El gròs, situato in Vicolo San Biagio. Lo stemma del borgo, dicono gli attuali organizzatori, fu probabilmente scelto e assegnato dal gruppo del Comune quando intesero rifondare il Palio.Anche in questo caso, i metalli e gli smalti argento e verde non seguono le regole araldiche.I simboli sono aderenti al carattere del borgo: uno scudo d'argento su cui compeggiano un elmo, una spada, e tre gigli di Francia.I gigli richiamano la dominazione Angioina del XIII secolo, mentre l'elmo e la spada vorrebbero significare la forza e la combattività della gente del borgo. Vittorie: 1973, 1992












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