tutte le fotografie sono di mia proprietà, eccetto dove indicato

IL CUORE DELLA CITTA'





Sei sull'antica piazza del Duomo, il borgo di S. Lorenzo: il borgo della romanità, della religiosità, della nobiltà, della giustizia, delle contese, delle ricorrenze storiche, dei ricordi. Nei secoli non vi è stato uomo dell'albese che almeno una volta non abbia calpestato gli antichi selciati e non abbia sfiorato con lo sguardo le severe strutture delle antiche torri sulle quali, un tempo, protette da leggi severe nidificavano le cicogne. Dunque, da tempo immemorabile, la piazza del Duomo, il Palazzo Comunale, la Cattedrale, sono considerati il fulcro della città e degli Albesi; quindi è comprensibile che le famiglie nobili abbiano avuto la propria dimora nel quartiere di S. Lorenzo e che il borgo, ancora una volta, sia stato testimone della vita e delle lotte di tante famiglie potenti guelfe o ghibelline, dei Corradengo, dei Morozzo, dei De Braida.Anche lo stemma scelto nel 1967 dai borghigiani per far rivivere il borgo è una elaborazione del sigillo di questa potente famiglia albese. Questa, per lungo tempo fu a capo della fazione guelfa nella nostra città e nel 1259 aveva ben cinque membri nel Consiglio che delegò Corrado Corradengo e Ottone De Braida a trattare la dedizione del Comune a Carlo D'Angiò.Lo stemma accettato oggi nel borgo perciò, è uno scudo azzurro sbarrato di bianco al centro (il bianco è stato scelto per contrastare l'argento). Sopra vi è il sigillo con la rielaborazione dello stemma dei De Braida che è d'argento a tre caprioli d'azzurro.


















IL BORGO DEL FUMO ( ..non è un quartiere di Amsterdam...capite a mè!!)




Sulla biforcazione tra Corso Piave e Corso Europa si trova il Borgo del Fumo, zona anticamente compresa nella Camparia del Vivaro, una delle sette Camparie in cui erano divisi i territori fuori dalle mura della città.Lo stemma, ideato nel 1967, riproduce uno scudo inquartato con i quattro simboli del borgo: la ciminiera con il fumo, che ha dato il nome al borgo, e fa riferimento alle numerose fornaci di laterizi che fin dal tempo della Repubblica Romana erano operanti nella zona (fanno fede i ritrovamenti di laterizi avvenuti nel borgo tra il XIX e l’inizio del XX secolo) il sole, la stella, il drago; gli smalti sono l'oro e il rosso. Dei simboli rappresentati, solo il drago non ha nessun riferimento storico: venne infatti scelto per rappresentare il carattere della gente, e come segno di irruenza e di forza. D'altronde, non si sarebbe potuto trovare un simbolo più adatto per quella gente che, vivendo fuori dalla cinta muraria, era maggiormente esposta ai pericoli di scorribande ed alle incursioni nemiche.Possiamo dunque capire il carattere fiero e laborioso, intraprendente e diffidente sviluppato nel tempo dai suoi abitanti, ma non l'aggressività che i borghi storici antagonisti attribuiscono loro: si tratta in realtà del desiderio di essere allineati ai borghi del centro che beneficiano per loro fortuna della struttura stessa della città.Gli altri tre simboli dello stemma, invece, vennero scelti sulla base di una precisa motivazione storica; il loro significato, conosciuto da pochi, serve a creare un senso di mistero, così come nelle volontà degli ideatori: il sole e la stella ricordano i viaggi dei pellegrini diretti all'abbazia benedettina dei SS. Cassiano e Frontiniano, e diretti poi a quelle famose di Francia e Spagna.


Vittorie:1947,1948,1968,1970. Per contatti:borgodelfumo@libero.ithttp://www.albain.com/borgodelfumo




UNA PIAZZA PER DUE..





...eh sì...come vi ho accennato nel post prima di questo, Piazza Savona (che è un pò il cuore della città) è divisa tra due Borghi..adesso parleremo del secondo Borgo che ospita questa piazza, il Borgo di San Martino. Se potessimo tornare indietro nel tempo e seguire il tracciato poligonale delle mura della città di Alba (risalenti ad un periodo compreso tra la fine del II secolo a.C. e l'inizio del I secolo dell'Impero), ci accorgeremmo che, a Sud, esse definiscono la città romana nel centro ideale del Borgo di San Martino: la zona di Via Mazzini. La porta meridionale del Cardo (situata quasi certamente nella zona di Via Vittorio Emanuele all'incrocio con l'attuale Via Mazzini), e quella di San Martino (situata leggermente oltre verso Piazza Savona quando il tracciato delle mura medievali inglobò nuovi territori), potrebbero essere testimoni dei più grandi avvenimenti di oltre 2000 anni di storia.In particolare la Porta di San Martino si apriva sulle Langhe e verso il mare: era il luogo che vedeva transitare, più di ogni altro, le merci in entrata e uscita verso la Liguria. La porta prese nome da un'antica chiesa dedicata a San Martino, che sorgeva nello spazio interno alle mura medievali, quasi all'imbocco dell'attuale Via Maestra. Le fondamenta del muro orientale furono ritrovate nel 1930, durante gli scavi per la costruzione dei nuovi palazzi che s'affacciano sulla piazza, ed erano appoggiate su tre piloni che sorreggevano l'acquedotto romano all'ingresso della città.Il luogo, ricordato come Piazza XX Settembre, oggi non esiste più. Questa zona situata fuori la cinta muraria romana e divisa da quella medievale, accoglieva nei mesi di settembre ed ottobre centinaia di arbi ricolmi di uva che giungevano dalle colline albesi.La piazza, durante l'anno, era luogo anche delle fiere ed era nota per il mercato delle gore e delle canne usate nei vigneti.Nel Borgo di San Martino si cercava anche l'amore a buon prezzo, prassi alimentata probabilmente dalla presenza dei militi della guarnigione del castello e dalla gente di Langa che veniva in città nei giorni del mercato e delle fiere. Il bordello, ricordato per la sua eleganza e chiamato Casin cit, operava in Vicolo del Pozzo, quasi nel cuore del borgo, in concorrenza con un altro meno bello, chiamato El gròs, situato in Vicolo San Biagio. Lo stemma del borgo, dicono gli attuali organizzatori, fu probabilmente scelto e assegnato dal gruppo del Comune quando intesero rifondare il Palio.Anche in questo caso, i metalli e gli smalti argento e verde non seguono le regole araldiche.I simboli sono aderenti al carattere del borgo: uno scudo d'argento su cui compeggiano un elmo, una spada, e tre gigli di Francia.I gigli richiamano la dominazione Angioina del XIII secolo, mentre l'elmo e la spada vorrebbero significare la forza e la combattività della gente del borgo. Vittorie: 1973, 1992












PATIN E TESOR




Parliamo adesso di un borgo ricco di storia, uno dei più antichi della città...il Borgo di Patin e Tesor (che tradotto suona così: Ciabatte e Tesori)..un borgo prestigioso perchè contiene metà della piazza principale della città, Piazza Savona...Il borgo, che comprende parte del quartiere di San Biagio, ha uno stemma con simboli piuttosto singolari: uno scudo spaccato negli smalti rosso e turchino con una moneta d'oro sovrapposta e la scritta BORG DIJ PATIN E DEL TESÒR. Al centro è stata inserita una ciabatta.
I simboli usati, anche se non rispettano le regole araldiche, volevano esprimere chiaramente l'agiatezza e la laboriosità degli abitanti di questa zona della città, mentre la scelta di una calzatura così povera voleva mettere in risalto l'umiltà della gente che, se avesse voluto, con la potenza del denaro avrebbe potuto ostentare un'esistenza certamente di tono diverso.
La ciabatta e l'oro, comunque, hanno probabilmente un significato storico: nel passato, nel borgo, si dice operassero laboratori di metalli preziosi, e calzolai di prestigio vendevano merci nella Via Maestra e nella zona della Porta di S. Martino.







Il Borgo dei Patin è delimitato da Piazza Savona (condivisa col Borgo di San Martino), e da Via Paruzza, che segna i limiti con San Lorenzo. A Sud, la suddivisione col Borgo di Santa Barbara è data dalla ferrovia diretta a Neive e Castagnole; quando fu costruita, nel 1864, divideva un grande territorio destinato a campi e orti, e solo più tardi, nel 1925, in seno al suo arco dal tracciato perfetto, venne costruito il complesso di S. Paolo con il tempio e la nuova piazza.
La piazza, livellata negli anni '30 con il terreno ricavato dalle fondamenta dei palazzi di Via Roma, assunse in quel tempo una notevole maestosità architettonica per lo slancio della facciata della chiesa e degli edifici posti a lato. Il luogo, in virtù della sua ampia superficie, ospitò diverse edizioni del Palio e sino agli anni cinquanta fu sede del mercato della frutta e dell'uva, in quanto la vicina Piazza Savona in autunno non riusciva ad ospitare le lunghe carovane di arbi ricolmi d'uva.
Vittorie: 1969, 1970, 1975, 1988, 1993, 1994, 1995, 1997, 1999, 2000, 2005.
http://www.borgopatinetesor.com/




IL MIO BORGO !!




Ed ecco a voi il Borgo di Santa Rosalia, il mio borgo, il mio quartiere!..(...eh eh!..concedetemi un pò di tifo!). Il Borgo è il più giovane, l'ultimo nato in città nel 1986, dopo non poche polemiche destate dalla richiesta della sua costituzione fatta dal comitato e sottoposta, come vuole la tradizione, al Consiglio della Giostra delle Cento Torri. E' un Borgo leggermente periferico che va fino a ridosso dei grossi centri abitati della Moretta, del Fumo e di Santa Barbara; un territorio che anticipa le terre più rudi dell'Alta Langa e che si nobilita e si arricchisce grazie all'ordine dei vigneti in imprevedibili geometrie. I simboli dello stemma scelto: le cinque barre rosse in campo argento: l'aquila che spezza la catena esprime le difficoltà incontrate nella costituzione del borgo. Ma la catena ha, per tradizione, un significato di dominio e potrebbe rappresentare anche la concordia e la fedeltà. Le cinque barre simboleggiano le località che costituiscono il borgo: Vedetta, Moncarretto, Santa Rosalia, Enotria e Rivoli. Lo stemma è, infine, sormontato da un elmo piumato con corona. L'unica vittoria risale al lontano 1989; ecco perchè anche quest'anno farò un tifo sfrenato alla caccia di un'altra vittoria!!


ARRIVA IL PALIO!!





Eccoci qua anche quest'anno!! la Fiera non è ancora ufficialmente iniziata perchè lo sarà venerdì pomeriggio, ma siccome domenica si correrà il Palio degli Asini (una divertente e goliardica parodia al più blasonato Palio di Asti) il clima agonistico in città comincia a farsi sentire...ho pensato che da qui a domenica vi farò conoscere un pò meglio i nove borghi che si contendono il famoso drappo...Cominciamo dal Borgo della Moretta, che si trova non lontano da casa mia...Il Borgo acquisisce una vera fisionomia subito dopo il periodo napoleonico, verso i primissimi anni del '900 quando ha inizio la costruzione del Santuario (che vi ho già mostrato). Lo stemma scelto dal Borgo è uno scudo spaccato sormontato da un elmo con sopra una corona nobile. Il giallo ed il verde erano già i colori della Scuola Enologica che si trova nel Borgo. L'elmo e la belva simboleggiano l'indole battagliera e l'invulnerabilità nelle corse del Palio; in particolare: feroci come una belva, invulnerabili come una corazza, vigili come le aquile. Le vittorie: 1985, 1996,1998,2001.
Per contatti: www.borgomoretta.supereva.it






GARA IN SALITA NELLE LANGHE

Le strade delle Langhe sono ovviamente quasi tutte costituite da salite e discese, alle volte anche molto pronunciate e con curve da brivido...una delle mie passioni sono le gare con macchine da rally...oggi si è disputata una gara in salita su un pezzo della strada che va da Somano a Bossolasco alla quale ha partecipato anche il mio capo...vi mostro alcune immagini di qualcuno dei bolidi che vi hanno preso parte..nell'ultima foto c'è anche mio figlio che a tutti i costi ha voluto una foto vicino ad una macchina...









RODELLO e MONTELUPO

Appena saliamo verso l'alta Langa, sulla strada che ci porta, se vogliamo, fino al mare della Liguria, incontriamo due paesi molto carini, in sana competizione tra di loro. Sono Rodello, che vi mostro nella prima foto, e Montelupo Albese, di cui vi mostro la chiesa principale.
Ehi, state in campana perchè ormai siamo agli inizi della Fiera del Tartufo in città....stasera ci sarà la notte bianca qui in città, l'investitura del Podestà (evento tradizionale in costume), verrà eletta la Bela Trifulera, ecc.....
Nei prossimi post cercherò di farvi vivere la Fiera negli eventi e nell'aria che si respira in città, anche nell'attesa del Palio degli asini che sarà domenica 4 ottobre...ciao!




amici nel mondo---friends all around the world

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